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miguel ed eduardo

Miguel ed Eduardo, due giocatori delle precedenti edizioni

Durante una visita in Cile e Brasile abbiamo incontrato alcuni giocatori che hanno partecipato alle precedenti edizioni della Homeless World Cup. Sono persone che continuano a dare il buon esempio vivendo una vita all’insegna del coraggio, della forza di spirito e dell’orgoglio di una vita sana.

Miguel, Cile
Miguel, 32 anni, ha giocato per la squadra del Cile alla Homeless World Cup a Città del Capo nel 2006. La sua storia precedente ci dice cha ha vissuto in strada per 8 anni come tossicodipendente rifugiandosi negli androni di banche e di ospedali. Oggi, invece, ha le doti naturali di un vero leader della vita normale orgoglioso com’è di mostrarmi Nuestra Casa, cioè un progetto che gestisce il calcio di strada il cui fine è quello di selezionare la squadra nazionale degli homeless in Cile.
Miguel ora si è disintossicato, ha un lavoro e per la prima volta in vita sua è in grado di prendere in affitto una casa. L’anno scorso si è sposato e diventerà padre a Settembre. Raccontandoci la sua storia dice: “Ecco la cosa incredibile della Homeless World Cup e del progetto di streetsoccer in Cile: adesso ho tutto questo, ho una vita vera.”
Per la fondazione Miguel ora ha il ruolo di supervisore e opera in una delle parti più difficili di Santiago dove lo conoscono tutti ed è ben accetto. Il suo compito è quello di raccogliere i ragazzini e gli adulti dipendenti dalla droga invitandoli a giocare a calcio. Una cosa semplice, insomma, ma che si augura abbia l’effetto che ha avuto con lui.
Ad oggi tutti i vecchi giocatori delle precedenti edizioni della Homeless World Cup stanno diventando dei supervisori in altre parti del Cile. Gli effetti benefici di tale iniziativa si continuano perciò a sentire in modo continuativo e significativo.
Abbiamo accompagnato Miguel nella sua nuova casa con una troupe cinematografica del programma tv di una delle principali reti televisive. Ha condiviso la sua storia e invitato la nazione a partecipare: “Questa è vita vera, non un reality. Sostenete la squadra nazionale del Cile. Il calcio ha un grosso potere. Cambia la vita.”

Eduardo, Brasile
Eduardo, 28 anni, ha giocato per la squadra del Brasile nella Homeless World Cup a Goteborg nel 2004 e a Cape Town nel 2006. E’ cresciuto in una delle 1000 Favelas di Rio: la sua vita consisteva nell’assumere e vendere droga per guadagnare circa $250 dollari a settimana (lo stipendio minimo qui è di 250 dollari al mese).
Poi ha iniziato a collaborare con OCAS vendendo il giornale di strada dove è stato contattato per partecipare al programma di recupero sportivo.
Oggi racconta la sua storia a cinquanta senza dimora di Rio, attualmente coinvolti nel programma di disintossicazione dalle droghe. Edoardo spiega: “Non ci credevo quando Luciano, Presidente della OCAS, mi diceva che avrei rappresentato il Brasile a Goteborg. Dopo poco è arrivato un passaporto per me e ho iniziato a crederci.” E infine eccolo là! Il portiere che rappresentava il Brasile in un altro paese.
Ovviamente Eduardo non fa più uso di droghe. Ha tanta voglia di vivere e ha l’argento vivo addosso, una persona molto divertente e brillante. Adesso ha una casa tutta sua lontana dalle favelas, in un quartiere sicuro a sud di Rio. Vive con la sua fidanzata e il loro bambino di 10 mesi. Lavora come cameriere e idraulico. Gioca a calcio ogni tanto, ma preferisce nuotare in spiaggia e fare surf, dove viene chiamato l’alligatore perché lo fa direttamente sulle onde senza tavola.